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Protesta di Lwy Polnocy Lechia GdanskLa chiusura a tempo indeterminato di 5 stadi di premier league ed il divieto di trasferta per tutti i tifosi di tutte le squadre: queste norme fanno parte di un pacchetto di misure repressive emanate dal governo polacco la settimana scorsa dopo la crescente pressione dell’opinione pubblica di tutta Europa in vista dell’avvicinarsi di Euro 2012.

Il loro scopo principale e’ quello di combattere la violenza in corso nel calcio polacco, soprattutto dopo i violenti scontri verificatisi durante la recente finale di Coppa di Polonia tra Legia Varsavia e Lech Poznan che hanno ricevuto grande attenzione mediatica in tutta Europa. La FSE dice: questi provvedimenti sono destinati a fallire.

 

Quale rappresentante di una rete europea di tifosi di calcio con membri in 36 nazioni, FSE dichiara e riafferma, in modo chiaro ed inequivocabile, il rifiuto di qualsiasi forma di violenza e discriminazione. Noi sosteniamo qualsiasi ragionevole e diverso approccio che possa portare una prevenzione sostenibile ai problemi esistenti nel calcio in Europa. Proprio per questa ragione, siamo molto preoccupati per l’ultima reazione del governo in merito alle violenze nel calcio polacco.

Tutti i tifosi, compresi quelli pacifici e consapevoli delle proprie responsabilita’, dalla prima alla quinta divisione pagheranno per gli errori di una minoranza e per una negligenza di lunga data rispetto ai problemi, di violenza e di discriminazione, esistenti nel calcio polacco. Numerosi esempi internazionali nel recente passato hanno mostrato, tuttavia, che questa strategia punitiva a breve termine di interi gruppi di tifosi non porta all’isolamento della minoranza violenta; piuttosto puo’ tradursi in un senso di solidarieta’ con questa minoranza da parte di una larga fetta dei tifosi di base. I gruppi di hooligans (o anche partiti politici, solitamente vicini all’estrema destra) sono spesso le prime persone che provano ad avvantaggiarsi da queste situazioni per i loro propositi, per conquistare sostegno tra i tifosi.

Questo e’ il motivo per cui lanciamo un urgente appello a alle Istituzioni in Polonia affinche’ riconsiderino il loro ultimo approccio. Noi preferiremmo di gran lunga vedere una volonta’, da parte di coloro che ne hanno autorita’, di avviare un dialogo mirato e costruttivo, riguardo gli ultimi incidenti, con tutte le parti interessate, COMPRESO i tifosi, e lavorare insieme su di una comune soluzione a lungo termine a beneficio di un pacifico Euro 2012 ed oltre.

Nel corso dei preparativi per Euro 2012, ci sono stati un numero di esemplari e promettenti passi avanti in questa direzione, con la creazione del primo fans’ project preventivo e il coinvolgimento dei tifosi nella pianificazione del torneo, per esempio con quelli del Lechia Danzica e del Polonia Varsavia. Come conseguenza, un crescente numero di tifosi polacchi ha apertamente espresso la loro volonta’ di prendersi piu’ responsabilita’ rispetto al passato. Hanno preso parte ad iniziative sociali, ad attivita’ per prevenire la violenza e la discriminazione e loro stessi hanno avviato tali attivita’. Le misure di un intervento repressivo a breve termine impattano negativamente contro l’impegno di questi tifosi, sono quindi controproducenti e possono compromettere in maniera fatale questi ultimi sviluppi positivi.

Esperienze altrove in Europa, particolarmente in Inghilterra e Germania, hanno dimostrato che un miglioramento stabile e duraturo riguardo la situazione della violenza nel calcio puo’ essere raggiunto solamente con il sostegno e la partecipazione dei tifosi, non solo con l’imposizione di misure contro di loro.

Di conseguenza, rimane, per i tifosi polacchi, l’onere a reagire in modo adeguato. FSE, pertanto, richiama non solo le istituzioni polacche, ma anche tutti i tifosi polacchi affinche’ non si lascino andare in comportamenti distruttivi, dovuti alla loro rabbia e frustrazione per questi sproporzionati provvedimenti di punizione collettiva, o non si facciano usare dagli interessi dei partiti politici con promesse a breve termine nelle prossime elezioni, per quanto difficile possa sembrare.

Al contrario, e’ importante, specialmente adesso, continuare a lottare per l’autocritica e l’autoregolamentazione preventiva di violenza e discriminazione tra i tifosi di tutto il mondo dove questo e’ gia’ iniziato e far partire tali processi dove non sono stati ancora istituiti. ALLO STESSO TEMPO, i tifosi possono esprimere, pacificamente, la loro opposizione alle misure prese dal governo. Queste forme di impegno, creative e di protesta, dovrebbero dimostrare al mondo intero che la stragrande maggioranza dei tifosi polacchi sono parte della soluzione, non il problema, e che possono essere il cuore e l’anima di un interessante scena calcistica polacca e di un Euro 2012 di festa.

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