Striscione “Gegen Nazis”

prosciolti quattro tifosi del gruppo "Frénétiks"

Giovedì scorso, i quattro tifosi del FC Metz arrestati e diffidati per aver esposto lo striscione “Gegen Nazis” (slogan tedesco che significa “Contro i Nazi”), con la rappresentazione di un pugno che distrugge una svastica, sono stati prosciolti da tutte le accuse e verranno risarciti dallo Stato francese.

 

I quattro sono membri del gruppo ultrà Horda Frénétik, fondato nel 1997 e noto per essere un gruppo molto attivo contro il razzismo e le discriminazioni nel calcio francese. Più di quattro mesi dopo il loro arresto, occorso in occasione dell’incontro casalingo del 22 ottobre 2010, i quattro tifosi hanno affrontato il processo il 27 gennaio 2011 presso il tribunale di Metz.

Circa 45 persone hanno deciso di presenziare in segno di solidarietà e si sono strette nella piccola sala del tribunale. Tra loro, oltre ad amici e familiari, anche due membri del gruppo di tifosi norvegese Klanen, supporter del Valerenga, che hanno deciso di raccogliere l’invito di FSE a sostenere questa causa e hanno così viaggiato fino a Metz da Oslo per mostrare il loro supporto ai quattro tifosi insieme alla coordinatrice di FSE, Daniela Wurbs. Presenti inoltre numerosi giornalisti e varie equipe televisive locali e nazionali che attendevano con ansia il verdetto.

Il pubblico e gli accusati hanno ascoltato la lettura dell’atto d’accusa: secondo la polizia francese che li aveva arrestati durante l’incontro del 22 ottobre 2010 e il Responsabile della Sicurezza del FC Metz, i quattro tifosi erano responsabili di aver esposto uno striscione il quale, secondo lo specifico paragrafo della normativa francese, “esibiva durante un evento sportivo un simbolo caratterizzato da ideologia razzista o xenofoba”. La polizia locale sosteneva inoltre che la parola “Gegen” (tedesco per “contro”) sullo striscione fosse usata come abbreviazione per un altro gruppo di tifosi del FC Metz, i “Génération Grenard”, noti per essere un gruppo di estrema destra.Due membri del gruppo di tifosi norvegese Klanen

Tale bizzarra tesi è stata rapidamente smontata dall’avvocato difensore dei quattro accusati, Raphaël-Anthony Chaya. Questi ha mostrato lo striscione al giudice all’inizio della propria arringa, ripiegandolo in varie occasioni e chiedendosi come la parola GE-GEN possa essere considerata un’abbreviazione per un gruppo chiamato GEnération – GREnard, anche tenuto conto del fatto che la polizia francese non conoscesse il tedesco.

Ha poi continuato il suo intervento chiedendosi se e come i giovani possano e debbano essere sostenuti dallo Stato francese nella lotta contro razzismo e fascismo negli stadi e nella società francese, e ha ricordato come questo caso avrebbe potuto segnare il modo in cui la Francia sarebbe stata vista nel resto d’Europa per quanto concerne questi temi. Per sottolineare tali concetti e comprovare la rilevanza internazionale del caso, Chaya ha ripreso dichiarazioni e perizie fornite da FSE e dal partner della rete FARE LICRA sull’utilizzo del simbolo in altre nazioni, e ha citato la presenza di membri di FSE provenienti dall’estero nella stessa sala dell’udienza.

Al termine dell’arringa dell’avvocato, e dopo un’attesa relativamente breve, il giudice ha annunciato che i quattro tifosi erano prosciolti da tutte le accuse e che avrebbero ricevuto un piccolo risarcimento dallo Stato francese.

Certo il risarcimento non è un aspetto particolarmente rilevante, tuttavia, considerandolo insieme al giudizio di proscioglimento, noi di FSE lo riteniamo una importante decisione simbolica per tutti i tifosi che lottano contro il razzismo e le discriminazioni nel calcio, in Francia ed ovunque! Lottare contro le discriminazioni non è reato!

Grazie ancora ai due membri di Klanen che sono venuti a Metz, e a tutti i membri di FSE e i tifosi di tutta Europa che hanno inviato il loro supporto e la loro solidarietà!

Qui sotto potete trovare ulteriori articoli della stampa sulla vicenda:

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